DIRITTI E GIURISDIZIONE AL TEMPO DELLA RIPRESA

I tempi che viviamo sono particolarmente difficili.

Abbiamo attraversato la crisi, di dimensioni globali, dovuta all’emergenza pandemica – da Covid-19 – scoppiata ad inizio del 2020 e siamo già alle prese con le enormi difficoltà conseguenti alla guerra tra Russia e Ucraina, in uno scenario segnato da una sempre più grave crisi ambientale e climatica.

Il Congresso – XXXV –, che interviene dopo una prolungata stasi imposta dalle misure sanitarie di prevenzione del contagio pandemico, è una straordinaria occasione di approfondimento sui compiti che la giurisdizione, come indefettibile e qualificante aspetto dello Stato democratico, assume nei momenti in cui le comunità, nazionali ed europee, sono messe a dura prova.

La prospettiva è quella della costruzione o ri-costruzione di assetti capaci di restituire o arricchire l’efficienza della risposta ai bisogni di tutela dei diritti. Occorre infatti guardare alle crisi senza lasciarsi prendere dal senso di scoramento che pure si avverte, e focalizzare sforzi ed energie alle opportunità che offrono.

Un Piano di ripresa è stato messo in campo, d’intesa con le Istituzioni dell’Unione, da Governo e Parlamento per fronteggiare gli enormi danni economici e sociali prodotti dalla pandemia. In questo contesto, un capitolo fondamentale è costituito dalle riforme del sistema giudiziario, con attese di miglioramento dei tassi di efficienza che costituiscono una sfida più che ardita, anche ma non solo per la Magistratura.

Le misure del Piano, che in parte hanno trovato realizzazione, e le connesse recenti riforme dell’ordinamento giudiziario meritano attenzione critica e ovviamente costruttiva, ma non prima di una riflessione sulla cornice costituzionale della Magistratura, in specie Diritti e Giurisdizione al Tempo della Ripresa sulla sua attualità per verificare se abbiano o meno fondatezza i dubbi che in taluni momenti del dibattito pubblico affiorano in merito ad una sua asserita inadeguatezza rispetto alle esigenze della contemporaneità.

Senza chiusure e atteggiamenti di rimozione si dovranno affrontare le difficoltà dell’associazionismo giudiziario, anch’esso attraversato di recente da una crisi di credibilità e di immagine, per ragionare sulle prospettive future alla luce dei guasti che il recente passato ha fatto emergere.

Un discorso su giurisdizione e diritti non può limitarsi alla Magistratura e all’Amministrazione della giustizia, ma deve aprirsi alla considerazione dei bisogni emergenti dalla società e in specie dai settori più deboli o meno protetti.

È questa la ragione sottesa all’approfondimento che il Congresso intende riservare ad alcuni dei “luoghi” in cui i diritti sono maggiormente esposti:

– il web, che manca di adeguati meccanismi di protezione, specie dei minori;
– il mondo del lavoro, con le sue troppe morti bianche;
– il mondo del carcere, che la Costituzione vuole luogo non dell’emarginazione ma della promozione della persona.

Da una discussione consapevole e responsabile sulle grandi questioni che il Congresso vuol mettere a fuoco proverranno nuovi stimoli affinché la giurisdizione continui ad essere protagonista nella costruzione e nel mantenimento del bene comune.